{"id":3110,"date":"2020-12-07T18:20:54","date_gmt":"2020-12-07T17:20:54","guid":{"rendered":"https:\/\/www.csaexemerson.it\/?p=3110"},"modified":"2023-02-18T01:14:56","modified_gmt":"2023-02-18T00:14:56","slug":"non-ammalatevi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/csaexemerson.org\/index.php\/2020\/12\/07\/non-ammalatevi\/","title":{"rendered":"[ non ammalatevi ]"},"content":{"rendered":"\n<p>Quando si vuole risolvere un problema, \u00e8 sensato partire dal problema stesso e non dagli effetti che causa: <br \/>il problema non \u00e8 evitare una pandemia, nel corso della sua lunga storia l&#8217;umanit\u00e0 ha conosciuto moltissime pandemie, conviviamo quotidianamente con virus e batteri, le malattie sono parte della nostra storia e continueranno ad esserlo. <\/p>\n\n\n<p>Con tutta la propaganda che ci subiamo ogni giorno sul progresso, su quanto l&#8217;umanit\u00e0 si \u00e8 evoluta a ritmi incredibili, su quanto siamo invincibili e spacchiusi, ci saremmo aspettate&nbsp;di reggere un tantino meglio e che fossimo ben pi\u00f9 preparate. E invece abbiamo scoperto che la nostra societ\u00e0 capitalista si fa mettere in ginocchio come niente da un virus e che il nostro sistema sanitario non \u00e8 in grado prendersi cura di noi. Quello che di fondo ci viene detto ormai da quasi un anno \u00e8: &#8220;non ammalatevi per carit\u00e0&#8221;.&nbsp; <br \/>Ma quando il tuo sistema immunitario \u00e8 talmente debole da implorarti di non ammalarti, il problema \u00e8 la tua immunodeficienza, non&nbsp;la malattia.<\/p>\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/new.csaexemerson.org\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/medici-girasole-1024x683.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3116\" srcset=\"https:\/\/csaexemerson.org\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/medici-girasole-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/csaexemerson.org\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/medici-girasole-300x200.jpg 300w, https:\/\/csaexemerson.org\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/medici-girasole-768x512.jpg 768w, https:\/\/csaexemerson.org\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/medici-girasole-1536x1024.jpg 1536w, https:\/\/csaexemerson.org\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/medici-girasole-2048x1366.jpg 2048w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n<p><br \/>Il problema quindi, dicevamo, non \u00e8 evitare una pandemia, il problema \u00e8 che il nostro sistema sanitario \u00e8 carente da decenni, malato e zoppo, e non \u00e8 minimamente in grado di reggere l&#8217;urto di un lavoro straordinario come quello impostogli da una pandemia.&nbsp;<br \/>Questo dato E&#8217; il problema, e si parte da qui per capire anche come mai i vertici delle istituzioni sanitarie&nbsp;e politiche&nbsp;hanno colpevolmente scelto di non intervenire in anticipo, quando gi\u00e0 da anni in molti avvertivano del probabile arrivo di una simile pandemia e degli effetti che avrebbe avuto.<\/p>\n\n\n<p>&nbsp;Nessuno voleva ammettere che&nbsp;la societ\u00e0&nbsp;capitalista non \u00e8 un sistema impostato per trovare soluzioni ai problemi, ma piuttosto un fragile castello di carte pronto a crollare travolgendo la base che lo tiene in piedi. Per correre ai ripari, nel pieno dell&#8217;emergenza, invece di lavorare&nbsp;in maniera logica&nbsp;per invertire la tendenza, solidificare il sistema sanitario e aiutarlo a reggere meglio l&#8217;impatto, si sta scegliendo di mantenerlo cos\u00ec com&#8217;\u00e8. Anche di fronte a una tale catastrofe e a migliaia di morti, tutto deve rimanere com&#8217;\u00e8.<\/p>\n\n\n<p>Per questo nel discorso pubblico&nbsp;l&#8217;attenzione \u00e8 tutta rivolta alle responsabilit\u00e0 della cittadinanza e&nbsp;ci si tiene lontani dall&#8217;analizzare nel complesso la situazione sanitaria e la sua organizzazione: si butta l\u00ec qualche accenno a qualche miglioramento che si potrebbe fare (e che inspiegabilmente non arriva mai), si scarica il barile delle colpe tra questa e l&#8217;altra istituzione (\u00e8 colpa del ministero, no \u00e8 colpa delle Regioni, no \u00e8 colpa delle ASL, no \u00e8 colpa dei medici di famiglia&#8230;),&nbsp;si invoca la tecnologia come fosse una bacchetta magica&nbsp;(abbiamo ben visto&nbsp;come si \u00e8 rivelata utile Immuni)&nbsp;e quando proprio non si sa pi\u00f9 che dire si torna&nbsp;a gridare&nbsp;che il problema \u00e8 che&nbsp;noi&nbsp;non dobbiamo ammalarci,&nbsp;e che se ci incaponiamo a farlo \u00e8 colpa nostra.<\/p>\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/new.csaexemerson.org\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/palla-gioco-1024x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3124\" srcset=\"https:\/\/csaexemerson.org\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/palla-gioco-1024x1024.jpg 1024w, https:\/\/csaexemerson.org\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/palla-gioco-300x300.jpg 300w, https:\/\/csaexemerson.org\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/palla-gioco-150x150.jpg 150w, https:\/\/csaexemerson.org\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/palla-gioco-768x768.jpg 768w, https:\/\/csaexemerson.org\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/palla-gioco-1536x1536.jpg 1536w, https:\/\/csaexemerson.org\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/palla-gioco.jpg 1772w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n<p>I sacrifici,&nbsp;i lockdown, la caccia all&#8217;untore, sono messi al centro del discorso politico non perch\u00e9 sono soluzioni: ma perch\u00e9 sono gli unici cerotti possibili su una barca che affonda e che si continua a non voler riparare nella sua struttura.&nbsp;Il tritacarne economico che ne deriva ha le sue origini in questo, e ignorarlo rende spesso la nostra analisi vaga e poco efficace. <br \/>Lascia un po&#8217; di amarezza vedere che le nostre lotte sono concentrate sugli effetti del lockdown, ma&nbsp;spesso&nbsp;non hanno la stessa rabbia e chiarezza nell&#8217;esigere immediatamente un cambio di paradigma sulle politiche sanitarie. <br \/>I pochi medici e operatori sanitari che riescono a trovare le parole per descrivere cosa sta succedendo (e che cercano da mesi di far ascoltare le loro soluzioni) sono troppo spesso lasciate&nbsp;da sole&nbsp;anche dai nostri movimenti. Eppure invece dovremmo essere il loro megafono, alle loro rivendicazioni si dovrebbe sommare la nostra rabbia nel vederli inascoltati.<\/p>\n\n\n<p><br \/>Del resto che la sanit\u00e0 pubblica italiana sia messa male \u00e8 ormai quasi un luogo comune. Si legge perfino sui giornali, si dice al bar (quand&#8217;\u00e8 aperto) e ci se ne duole in televisione. Lo si dice alzando le spalle, come se si trattasse di una piaga arrivata insieme alle cavallette, &#8220;la malasanit\u00e0&#8221;, e come se in qualche modo non ci si potesse far niente. L&#8217;ineluttabile e intricatissimo problema della mancanza di personale sanitario, l&#8217;insondabile mistero del&nbsp;numero di&nbsp;terapie intensive&nbsp;tagliate. <\/p>\n\n\n<p>ll giornalismo italiano alterna candore stupito a generica indignazione senza colpe, si inonda il discorso pubblico di cifre, statistiche, dati mai verificabili, numeri e confronti generici. E&#8217; un discorso complesso, \u00e8 certo un argomento difficile, dobbiamo capire che, non possiamo certo.. <br \/>E con questa complessit\u00e0, con questo borbottio confuso, con questi colpevoli innominati senza mai un volto, la politica sfugge alla responsabilit\u00e0 e tutto rimane nel vago.<br \/>Ma il discorso non \u00e8 affatto complesso. E&#8217;&nbsp;invece&nbsp;estremamente semplice.<\/p>\n\n\n<p>Il servizio sanitario nazionale \u00e8 in questo stato perch\u00e9 si continua a volere che sia cos\u00ec. Non ci sono&nbsp;sviste, ci sono invece precise decisioni, le cui conseguenze pesano sulla pelle di noi tutte e provocano morti, molti morti.<br \/>La sanit\u00e0 pubblica italiana \u00e8 un colabrodo martoriato da decenni di saccheggi. \u00c8 stata tagliata, sezionata, riaccorpata, le sono state tolte tutte le risorse possibili. Ma questo non sarebbe ancora sufficiente a spiegare del tutto la situazione in cui ci troviamo.<\/p>\n\n\n<p>A monte c&#8217;\u00e8 la decisione di tramutare il servizio sanitario nazionale in un&#8217;azienda, con tutto il solito corredo di favole che ne racconta i vantaggi, i benefici, l&#8217;efficienza. Si \u00e8 passati dal concetto di cura a quello di servizio, talvolta prestazione, la salute \u00e8 diventata merce, le patologie si classificano in base a quanto rende economicamente curarle.&nbsp;A partire dal taglio dei finanziamenti, lo scenario \u00e8 rotolato gi\u00f9 nel burrone: blocco del turnover del personale, costante riduzione dell\u2019offerta pubblica,&nbsp;restringimento dei reparti, aumento spropositato dei ticket, migrazioni di massa dal settore pubblico a quello privato..<\/p>\n\n\n<p>Si \u00e8 scelto di costruire un sistema sanitario basato sulla cura dell&#8217;acuto e non del cronico, non sulla prevenzione o sulla tutela del benessere complessivo della persona.&nbsp;La sanit\u00e0 territoriale \u00e8 stata smantellata, si \u00e8 voluto mettere al centro i grandi ospedali e utilizzarli come imbuti dove convogliare ogni richiesta di cura. I grandi ospedali sono diventati centri di potere, pachidermiche strutture piramidali con ai vertici le grandi star della medicina, che si contendono soldi, ribalta e spazi televisivi.<br \/>I medici di famiglia sono diventati meno che un ufficio informazioni o uno smistamento clienti, le&nbsp;ASL&nbsp;sono oasi lontane,&nbsp;l&#8217;igiene una chimera ingarbugliata in s\u00e9 stessa,&nbsp;gli esami e le visite specialistiche un lusso riservato a chi ha soldi.&nbsp;I buchi sono talmente tanti che \u00e8 difficile anche solo immaginare come riuscire a tapparli&nbsp;tutti.<\/p>\n\n\n<p>La candida sincerit\u00e0 del presidente della Regione Liguria,&nbsp;che si lascia sfuggire un &#8220;gli anziani non sono indispensabili&#8221;,&nbsp;centra il cuore del problema: \u00e8 indispensabile chi produce soldi, non chi ne fa spendere. <br \/>La cura della persona, cos\u00ec come ogni altro bene pubblico, \u00e8 e rester\u00e0 sempre una spesa inaccettabile agli occhi di chi deve ricavarne profitto. Con buona pace di Ippocrate e dei suoi amici fricchettoni idealisti.<\/p>\n\n\n<p>E immersi in questo scenario disastroso, come dicevamo,&nbsp;ci sono i medici,&nbsp;gli infermieri&nbsp;e i ricercatori. <br \/>Se ci fossero degli eroi tra il personale medico, sarebbero dei fanti, la tradizionale carne da macello usata per coprire la ritirata dei generali che quella guerra l&#8217;hanno provocata. Perch\u00e9 se vi piacciono le metafore di guerra, almeno si parli della guerra vera, quella vigliacca che uccide, stupra e mutila in nome del potere. <br \/>Deve essere chiaro a tutti e tutte che se in Italia stanno morendo centinaia di operatori sanitari, non \u00e8 per un danno collaterale, ma per una scelta precisa e reiterata.<\/p>\n\n\n<p>Se volessimo trovare delle soluzioni al problema dovremmo&nbsp;avere il coraggio e la volont\u00e0 di togliere il profitto dal discorso. Dovremmo&nbsp;tornare alla sanit\u00e0 territoriale, rendendola ancora pi\u00f9 vicina, dovremmo attivare&nbsp;e potenziare&nbsp;le USCA&nbsp;e i GIROT&nbsp;(dov&#8217;\u00e8 stato fatto i risultati si sono visti eccome), dovremmo sbloccare il turn over del personale, assumere stabilmente in modo massiccio e formare come si deve, dovremmo mettere in piedi sistemi di contact tracing fatti da umani che parlano con altri esseri umani valutandoli caso per caso e smarcando il personale sanitario che \u00e8 gi\u00e0 fin troppo sovraccarico, requisire&nbsp;(non affittare!)&nbsp;immediatamente strutture e strumentazione delle cliniche private, mettere le mani in modo pesante e definitivo in quell&#8217;ignobile affare che sono la maggior parte delle RSA private. Il sistema sanitario dovrebbe essere (auto)organizzato da chi ci lavora e se lo vive ogni giorno.&nbsp;Sono loro ad essere perfettamente in grado di indicare con precisione cosa fare e come, non qualche manager aziendale il cui unico criterio decisionale&nbsp;sar\u00e0 sempre&nbsp;tagliare le spese e aumentare i profitti.<\/p>\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.csaexemerson.it\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/tritatutto-935x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3118\"\/><\/figure>\n\n\n<p><br \/>Di numeri ne leggiamo fin troppi, ma vogliamo ricordare una sola cifra, semplice e simbolica: un solo caccia F35 costa allo stato italiano quanto 7.000 ventilatori polmonari. E siccome siamo in guerra, probabilmente noi adesso al virus gli spareremo con i nostri splendidi aerei. <\/p>\n\n\n<p>Link per scaricare il pdf:<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-file\"><a href=\"https:\/\/new.csaexemerson.org\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/impaginato-2.4-1.pdf\">Parte 2<\/a><a href=\"https:\/\/new.csaexemerson.org\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/impaginato-2.4-1.pdf\" class=\"wp-block-file__button\" download>Download<\/a><\/div>\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quando si vuole risolvere un problema, \u00e8 sensato partire dal problema stesso e non dagli effetti che causa: il problema non \u00e8 evitare una pandemia, nel corso della sua lunga storia l&#8217;umanit\u00e0 ha conosciuto moltissime pandemie, conviviamo quotidianamente con virus e batteri, le malattie sono parte della nostra storia e continueranno ad esserlo. 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