{"id":3148,"date":"2020-12-21T09:58:12","date_gmt":"2020-12-21T08:58:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.csaexemerson.it\/?p=3148"},"modified":"2023-02-18T01:14:38","modified_gmt":"2023-02-18T00:14:38","slug":"da-ego-a-eco-educare-alla-prevenzione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/csaexemerson.org\/index.php\/2020\/12\/21\/da-ego-a-eco-educare-alla-prevenzione\/","title":{"rendered":"Da Ego a Eco &#8211; Educare alla prevenzione"},"content":{"rendered":"\n<p>L\u2019educazione \u00e8 promozione del benessere, creazione di spirito critico, continua progettazione per un futuro sempre migliore.Nessuno parla dei giovani, nemmeno una notizia ai telegiornali sulle conseguenze di queste misure restrittive su di loro, forse perch\u00e9 chi sta subendo pi\u00f9 traumi in assoluto sono loro. La scelta \u00e8 tra il mantenere qualcosa di umano (essendo comunque derisi e ghettizzati dalla maggioranza) o diventare robot ipnotizzati e omologati per i quali il termine \u201cresponsabilit\u00e0\u201d non \u00e8 un valore da preservare ma un peso da scaricare.I bambini, e i giovani pi\u00f9 in generale, stanno assistendo ad un boicottaggio della cultura e dell\u2019affettivit\u00e0 come principale veicolo di comunicazione. Stanno crescendo (ormai tra 4 mesi \u00e8 un anno) fuori da ogni principio pedagogico per la promozione del benessere individuale, e quindi collettivo. Ma loro non hanno voce in capitolo, anche se loro saranno il futuro. Una generazione cresciuta con il divieto del contatto, del sorriso, della complicit\u00e0 del compagno di banco, della cooperativit\u00e0 del gioco di squadra. Privata di ogni forma di arte e di affetto, abituata a considerare la malattia come un male da sconfiggere invece che come una risorsa che rende l\u2019organismo, corpo e mente, pi\u00f9 forte.\u00a0L\u2019educazione, come la sanit\u00e0, sta diventando sempre pi\u00f9 selettiva, per pochi, per chi ha computer e internet a casa. E tutti gli altri? Viene riconosciuta una sola forma di intelligenza, quella che da produttivit\u00e0 al sistema, governata dalla competitivit\u00e0 e lontana dai valori di comunit\u00e0 e di benessere collettivo.Si parla solo di cura e mai di prevenzione, forse perch\u00e9 la cura porta pi\u00f9 profitto, mentre la prevenzione \u00e8 un percorso continuo di responsabilit\u00e0 consapevole: alimentazione sana, attivit\u00e0 fisica, pensieri positivi che riconoscono ogni parte come indispensabile al tutto.Il virus esiste, ma privando l\u2019essere umano di essere umano come facciamo a sviluppare gli anticorpi?\u00a0Obbedire senza chiedersi perch\u00e9 \u00e8 il nuovo motto.<\/p>\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/new.csaexemerson.org\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/macchinetta-1-724x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3152\"\/><\/figure>\n\n\n<p> Non possiamo fare domande perch\u00e9 non siamo competenti, quando per\u00f2 gli stessi che si definiscono competenti, come i virologi in questo caso, litigano tra di loro in televisione perch\u00e9 hanno pareri contrastanti. Vietano le attivit\u00e0 che promuovono benessere psico-fisico ma lasciano i centri commerciali aperti, chiudono i centri culturali e sociali ma rimangono aperte le chiese. non possiamo invitare a casa amici e parenti ma dobbiamo lavorare 8 ore al giorno davanti ad un dispositivo che crea stress e ansia: il famoso smart working che di smart ha ben poco.Stiamo assistendo alla dimostrazione che l\u2019individualismo tanto proclamato ha fatto morire piano piano il desiderio di cittadinanza attiva. \u201cBenessere comune\u201d per la maggioranza sono solo due parole messe insieme senza significato o con il solo significato di limitazione delle libert\u00e0 personali.L\u2019unico lavoro possibile sar\u00e0 quello dipendente e i liberi professionisti non esisteranno pi\u00f9. Le malattie cardiovascolari sono la prima causa di morte in Italia e pi\u00f9 in generale nel mondo, i tumori la seconda e per impedire il loro sviluppo bisogna contrastare fumo, scarsa attivit\u00e0 fisica e cattiva alimentazione (compreso il consumo di alcol). Dove sono le misure di sicurezza? Dov\u2019\u00e8 la prevenzione?\u00a0 I tabacchi sono aperti h24 con le loro splendide macchinette; l\u2019alcol \u00e8 diventato il principale veicolo di socializzazione, la droga legale; l\u2019obesit\u00e0 e l&#8217;anoressia come una scelta e non una malattia mentre l\u2019alimentazione sana \u00e8 vista come una moda radical chic. Forse manca una vera educazione al benessere, una promozione dell\u2019agio che informi realmente, invece di nascondere le verit\u00e0 facendo malattie di categoria a e b, non in base alla gravit\u00e0 ma in base al profitto che portano quando una persona si ammala.\u00a0<\/p>\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\"><p>\u00abL\u2019educazione deve contribuire allo sviluppo totale di ciascun individuo: spirito e corpo, intelligenza, sensibilit\u00e0, senso estetico, responsabilit\u00e0 personale e valori spirituali. Tutti gli esseri umani devono essere messi in grado di sviluppare un pensiero autonomo e critico e di formarsi un proprio giudizio, per poter decidere da soli ci\u00f2 che, a loro parere, debbono fare nelle diverse circostanze della vita.\u00bb (J. Delors (a cura di),\u00a0<em>Nell\u2019educazion<\/em><strong><em>e un tesoro. Rapporto all\u2019UNESCO della commissione internazionale sull\u2019Educazione per il Ventunesimo Secolo<\/em>, Armando Editore, Roma,2005.)<\/strong><\/p><\/blockquote>\n\n\n<h1 class=\"wp-block-heading\"><strong>Recensione: Le pieghe del corpo a cura di Antonio Donato, Leonardo Tonelli e Eduardo Galak<\/strong><\/h1>\n\n\n<p>el ritrovarmi costretta tra quattro mura urbane, la lettura del libro\u00a0<em>Le pieghe del corpo\u00a0<\/em>mi ha fornito un po\u2019 di spunti abbastanza profondi da voler scrivere questa recensione. Al centro del libro si trova un\u2019analisi organica, su\u00a0<em>cosa pu\u00f2 un corpo<\/em>, tanto in termini idealistici che fisici, come risultato dello sforzo di pi\u00f9 autori che si sono ordinatamente spartiti gli altrettanti capitoli del libro.\u00a0L\u2019aspetto che mi \u00e8 piaciuto di pi\u00f9 \u00e8 la scelta \u201cLe pieghe del corpo\u201d come titolo. Questo libro, indagando dal punto di vista filosofico e politico\u00a0<em>cosa pu\u00f2 un corpo<\/em>, sottolinea le infinite pieghe che un corpo pu\u00f2 assumere, incrinando i molteplici dispositivi sociali (e istituzionali), evolvendosi in linee colorate, dinamiche e soggettive dalle quali nascono nuovi corpi, liberi dal determinismo biologico, culturale e politico.\u00a0Tuttavia, il libro ci ricorda che il corpo non nasce come forma di opposizione ma come strumento di controllo. A tal proposito, l\u2019autore tratta la relazione tra corpo e binomio potere-sapere, introducendo il concetto di\u00a0<em>tecnologia disciplinare del corpo<\/em>\u00a0foucaultiano. Quando si parla di corpo, si parla, nel bene e nel male, di discipline. Il momento delle discipline coincide con il momento durante il quale il corpo prende coscienza, migliora le abilit\u00e0 e\u00a0<em>diventa tanto pi\u00f9 obbediente quanto pi\u00f9 utile<\/em>. L\u2019autore rimarca come le discipline dettano dei poteri-saperi come pratiche normalizzate di intervento politico sul corpo. Metaforicamente, tali poteri-saperi vengono rappresentati come delle linee rettilinee e prestabilite che collegano le svariate discipline come quelle pedagogiche, militari, mediche e sportive. Tali linee non sono inflessibili come dimostrano certi esempi storici e filoni letterari che l\u2019autore riporta come momenti di\u00a0<em>incrinatura\u00a0<\/em>della configurazione potere-sapere. Come primi punti di rottura, l\u2019autore cita diverse riviste francesi nate negli anni sessanta-settanta (per esempio,\u00a0<em>Partesan\u00a0<\/em>e\u00a0<em>Que Corps<\/em>?) che pubblicano riflessioni criticanti il corpo moderno, mistificato dall\u2019educazione fisica ordinaria e dallo sport capitalista. In questo contesto, l\u2019educazione fisica \u00e8 stata usata come strategia per raggiungere certi livelli universali di fitness e wellness (con tutte le connotazioni narcisistiche possibili) in modo da essere funzionale al mercato. A tal proposito, viene criticata la definizione di sport pi\u00f9 moderna, definita dalla Carta Europea dello Sport, perch\u00e9 riduce lo sport, in modo confuso, ad un\u2019attivit\u00e0 deficitaria e omologante, confinata alla pratica corporea che fa bene al fisico e alla mente. Questa definizione non considera la sfera comunicativa e informativa che lo sport e le pratiche corporee in senso ampio si trascinano. Con le pratiche corporee, gli individui si esprimono in funzione del contesto, si amplificano le abilit\u00e0 soggettive\u00a0e si tessono relazioni significative (e affettive perch\u00e9 no) con la comunit\u00e0, con l\u2019esterno. L\u2019ambiente, dunque, pu\u00f2 essere plasmato, ma nel senso positivo, cio\u00e8 subendo dei processi di rigenerazione urbana, come quelli innescati da sport non convenzionali quali il parkour e la capoeira, che vengono ampiamente discussi in un capitolo del libro.Se dalla domanda\u00a0<em>cosa pu\u00f2 un corpo<\/em>\u00a0si aprono infinite risposte legate alle capacit\u00e0 dei corpi di flettere tali meccanismi disciplinari, interrogarsi\u00a0<em>cos\u2019\u00e8 un corpo<\/em>\u00a0sembra risultare un tentativo superfluo e riduttivo.\u00a0L\u2019autore introduce un dibattito da tempo molto discusso dalle Scienze Sociali nell\u2019ultimo secolo:<em>il corpo \u00e8 natura o cultura<\/em>? Ammesso che il corpo sia solo natura, come si fa ad \u201ceducare naturalmente\u201d un corpo? tramite criteri e parametri che standardizzano e normalizzano i corpi corretti, differenziandoli dai corpi abbietti (con quest\u2019ultima parola ho sentito un brivido gelido lungo la schiena).\u00a0Dunque, l\u2019approccio \u201cnaturalistico\u201d si avvale della scienza per misurare e definire i corpi corretti, e facendo questo, introduce, volontariamente o no, delle discriminazioni verso i corpi ritenuti scorretti.\u00a0D\u2019altra parte, la corrente pi\u00f9 culturalistica e pi\u00f9 moderna, invece, tende a considerare il corpo come un prodotto e una rappresentazione del sociale fino ad affermare che il corpo \u00e8 una<em>costruzione del sociale<\/em>. L\u2019autore non sembra d\u2019accordo con quest\u2019ultima accezione, perch\u00e9 si mette in primo piano la societ\u00e0 e il contesto rispetto al corpo. E qua nascono giuste domande: ma quali societ\u00e0? tutte le societ\u00e0? Anche quelle non riconosciute? Tutte le societ\u00e0 sono uguali? Ma anche quelle delle piccole trib\u00f9 indigene? O forse loro no, perch\u00e9 non parlano la nostra lingua e hanno il colore della pelle diverso?\u00a0La visione pi\u00f9 culturalista, come quella naturalista, tende ad universalizzare i corpi educati e i corpi abbietti e a delineare le estetiche e le anormalit\u00e0. <\/p>\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.csaexemerson.it\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/corpo-pesci-724x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3154\"\/><\/figure>\n\n\n<p>Si creano, cos\u00ec, le societ\u00e0 moderne fatte di\u00a0<em>corpi visibili, non visibili e invisibili<\/em>, all\u2019interno delle quali la discriminazione regna sovrana, emarginando i\u00a0<em>non corpi<\/em>. Qui l\u2019autore si sofferma sul rapporto tra estetica e massificazione dei corpi e dei loro movimenti, che ho apprezzato molto perch\u00e9 ricco di una veridicit\u00e0 cos\u00ec attuale che non viene quasi mai messa in discussione con i mezzi e le maniere giuste.\u00a0\u00a0Andando avanti, un messaggio appare chiaramente dal testo,\u00a0<em>Il corpo non \u00e8, ma \u00e8 costantemente in divenire<\/em>. Questo concetto lo trovo molto interessante perch\u00e9 credo che attraverso il corpo sia possibile sottrarsi ad ogni tentativo di definizione e quindi di classificazione.\u00a0La domanda\u00a0<em>cosa pu\u00f2 un corpo<\/em>\u00a0sposta l\u2019attenzione\u00a0<em>dall\u2019essenza alla potenza dei corpi<\/em>. Considerando la potenza, un corpo non \u00e8 mai uguale a s\u00e9 stesso come i corpi non sono mai identici gli uni dagli altri perch\u00e9 queste variazioni dipendono dai vari contesti. Ho apprezzato lo sforzo dell\u2019autore nel far comprendere ci\u00f2: non esistono\u00a0<em>leggi di potenza<\/em>, ma esiste una capacit\u00e0 di agire e fare del corpo che porta a risultati variabili a seconda dell\u2019esercizio, dell\u2019esperienza e dell\u2019ambiente. Interrogarsi dal punto di vista della potenza, restituisce un\u2019identit\u00e0 soggettiva al corpo-individuo, il quale pu\u00f2 assumere forme diverse che non si possono conoscere (e quindi classificare) a priori.\u00a0La potenza di un corpo non \u00e8 solo il raggiungimento di certi livelli di performance ma \u00e8 soprattutto, la capacit\u00e0 soggettiva di trasformarsi parallelamente e\/o controcorrente al contesto ambientale e sociale e dunque la capacit\u00e0 di resistere e di svincolarsi dai meccanismi lineari dei rapporti di forza, di classificazione.\u00a0Concludendo, mi \u00e8 mancato il riferimento esplicito allo sport popolare, ma questa non vuole essere una critica perch\u00e9 probabilmente gli autori se lo sono risparmiato per evitare di scrivere un secondo libro. Il libro \u00e8 composto da saggi filosofici, politici e sociali, scritti con un\u2019impronta fortemente accademica, che a volte non \u00e8 di immediata comprensione. Tuttavia, ho trovato questo libro stimolante sia per i contenuti che per il modo in cui sono raccontati. Dunque, certamente consiglio questa lettura a chi lavora con il corpo in senso ampio, come gli educatori, gli attori, gli sportivi o chi come me sente il bisogno di riflettere su come usare il corpo per fare politica.\u00a0Ed in particolare la domanda\u00a0<em>cosa pu\u00f2 un corpo?<\/em>\u00a0mi \u00e8 stata di aiuto per ridefinirmi nei miei contesti: quello attuale, necessariamente condizionato dall\u2019allontanamento forzato dalle mie compagne e dai miei compagni, ed il contesto di ieri, quello legato alla mia amata palestra popolare che ogni volta che frequento mi ricorda che siamo \u201cpotenza\u201d e in quanto tale resistiamo..<\/p>\n\n\n<p><\/p>\n\n\n<p>Link per scaricare il pdf :<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-file\"><a href=\"https:\/\/new.csaexemerson.org\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/fanzine-21.12.pdf\">fanzine-21.12<\/a><a href=\"https:\/\/new.csaexemerson.org\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/fanzine-21.12.pdf\" class=\"wp-block-file__button\" download>Download<\/a><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019educazione \u00e8 promozione del benessere, creazione di spirito critico, continua progettazione per un futuro sempre migliore.Nessuno parla dei giovani, nemmeno una notizia ai telegiornali sulle conseguenze di queste misure restrittive su di loro, forse perch\u00e9 chi sta subendo pi\u00f9 traumi in assoluto sono loro. 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