{"id":4871,"date":"2024-02-09T23:21:39","date_gmt":"2024-02-09T22:21:39","guid":{"rendered":"https:\/\/csaexemerson.org\/?p=4871"},"modified":"2024-04-08T11:10:06","modified_gmt":"2024-04-08T09:10:06","slug":"note-del-csa-next-emerson-sullarea-ex-cerdec","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/csaexemerson.org\/index.php\/2024\/02\/09\/note-del-csa-next-emerson-sullarea-ex-cerdec\/","title":{"rendered":"Note del Csa Next-Emerson sull&#8217;area Ex-Cerdec"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"832\" height=\"848\" src=\"https:\/\/csaexemerson.org\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/cerdec-google-grigia.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-4873\" style=\"width:699px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/csaexemerson.org\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/cerdec-google-grigia.png 832w, https:\/\/csaexemerson.org\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/cerdec-google-grigia-294x300.png 294w, https:\/\/csaexemerson.org\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/cerdec-google-grigia-768x783.png 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 832px) 100vw, 832px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p> <em><strong>La storia dell\u2019area Ex-Cerdec inizia nei primi anni 2000 ed \u00e8 caratterizzata da una serie di complicazioni che ne hanno segnato il percorso di recupero. Con questo testo vogliamo ripercorrere la storia di quest&#8217;area e mettere in evidenzia le contraddizioni che vi si addensano<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Un po\u2019 di s<\/strong><strong>toria <\/strong><strong>e di misure<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;area dell\u2019Ex\u00acCerdec, precedentemente utilizzata dalla Romer e successivamente dal Colorificio Degussa, \u00e8 chiusa da pi\u00f9 di trenta anni. Chiusura dettata dalla pericolosit\u00e0 dei materiali trattati proprio a ridosso dell\u2019asilo Ritter (che per questo fu chiuso) e delle abitazioni.La sua pericolosit\u00e0 \u00e8 stata confermata anche dalle difficolt\u00e0 per la bonifica non ancora finita. L&#8217;area si configura come una sorta di trapezio confinante su un lato di 180 m con l\u2019area ex-Seves, un fronte dalla parte di via Giuliani di 170 m e gli altri tre lati che costeggiano via della Petraia di 200 m e via Ricci per 150 m e 90 m.Il perimetro totale di quasi 800 m e l\u2019estensione dell\u2019area di circa 40.000 mq stanno a testimoniare della vastit\u00e0 di quest\u2019area situata appena sotto villa Corsini e a ridosso del sistema della ville Medicee. All\u2019interno sono situati 15 corpi d\u2019edificio di varie dimensioni e in condizioni precarie testimonianza di architettura industriale anni \u201850.<\/p>\n\n\n\n<p><br><strong>Prima bonifica e problemi di contaminazione<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La prima bonifica \u00e8 stata eseguita nel periodo marzo-ottobre del 2005 a seguito all\u2019accertamento di 20 aree interne risultate contaminate. L&#8217;intervento ha comportato l&#8217;asportazione di oltre 5000 mq di terreno. Nonostante ci\u00f2, la certificazione di bonifica \u00e8 stata ottenuta, sebbene siano stati riscontrati 4 metalli pesanti nel suolo, superiori ai limiti imposti dalla vecchia normativa (D.M.471\/99), considerati &#8220;valore di fondo naturale&#8221;: Berillio 5 mg\/kg, Cobalto 41.7 mg\/kg, Tallio 9 mg\/kg, Stagno 2.4 mg\/kg tutti elementi pericolosi per la salute. Il concetto di &#8220;valore di fondo&#8221; appare come una mera giustificazione, una sorta di etichetta che, limita gli sforzi per migliorare le condizioni ambientali dell&#8217;area. Questa definizione sembra essere utilizzata come scudo dietro il quale nascondere l&#8217;impossibilit\u00e0 o la reticenza nel trattare in modo pi\u00f9 incisivo la forte contaminazione presente. L&#8217;etichetta di &#8220;valore di fondo&#8221; rischia di trasmettere un messaggio di accettazione della situazione come una sorta di status quo inevitabile, invece di spingere verso azioni risolutive e sostenibili per la salute dell&#8217;ambiente e della comunit\u00e0 circostante<\/p>\n\n\n\n<p><br><strong>Riapertura del processo di bonifica<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Nel 2017, durante la valutazione ambientale dell&#8217;area, in relazione al \u201cpiano di recupero\u201d, \u00e8 stato richiesto un nuovo piano di investigazione conforme alla normativa attuale (D.lgs 152\/2006) e alla destinazione d&#8217;uso verde pubblico\/residenziale. Il piano, depositato nel 2019, \u00e8 stato respinto da ARPAT a causa del superamento dei limiti nei campioni prelevati a livello di falda e suolo, evidenziando uno stato di contaminazione ben oltre i valori di fondo.&nbsp;Di conseguenza, <strong>il processo di bonifica \u00e8 stato riattivato accompagnato da una richiesta esplicita per il monitoraggio<\/strong> <strong>di<\/strong> <strong>un maggior numero di parametri nel suolo, sottosuolo e nelle acque di falda. Oltre a questo, \u00e8 stata<\/strong> <strong>richiesta<\/strong> <strong>l&#8217;asportazione dei pannelli di amianto che ancora ad oggi ricoprono una vasta superficie dei capannoni<\/strong>. <br>Negli ultimi cinque anni, tutti i piani di investigazione presentati dalla ditta non hanno mai ottenuto l&#8217;approvazione dell&#8217;ARPAT, sia a causa delle analisi che hanno rivelato la persistenza di contaminanti, sia per la loro&nbsp;incompletezza. Emerge quindi chiaramente uno stato di contaminazione molto grave e tristemente longevo, considerato come questi inquinanti siano presenti da almeno trent&#8217;anni. <strong>In questo contesto di insalubrit\u00e0 ed insicurezza, la costruzione di abitazioni ch<\/strong>e <strong>determineranno un impatto significativo in quell&#8217;area \u00e8 completamente irresponsabile<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><br><strong>P<\/strong><strong>ia<\/strong><strong>no di recupero <\/strong><strong>dell\u2019area<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Nel piano di recupero dell&#8217;area ex Cerdec, reso pubblico nel 2021, l&#8217;aspetto ambientale \u00e8 stato semplificato e la bonifica \u00e8 stata trattata in modo molto generico. Durante un incontro tenutosi a settembre 2021 presso il circolo di Castello l&#8217;ex-Assessora Del Re ha presentato il progetto di recupero con l&#8217;attenzione principalmente focalizzata sulle future costruzioni residenziali. La questione della bonifica \u00e8 stata affrontata in modo sommario, con una menzione generica di un esito positivo che secondo l\u2019assessora e la dirigente alla direzione urbanistica Fanfani sarebbe dovuta arrivare nel giro di qualche mese da parte dell\u2019ARPAT.&nbsp;<strong>Tuttavia, ad oggi, tale conferma non \u00e8 ancora pervenuta e l\u2019iter di bonifica dell\u2019area Cerdec consultabile sul database dell\u2019ARPAT risulta ancora attivo<\/strong>.&nbsp;<br>Durante lo stesso incontro \u00e8 stata sollevata, da parte dei presenti, la questione dell&#8217;assenza di aree e servizi pubblici da destinare agli abitanti. Un aspetto particolarmente rilevante poich\u00e9 il quartiere attualmente manca di spazi sociali e culturali accessibili. In risposta a queste preoccupazioni la ex-Assessora, la dirigente Fanfani, insieme al costruttore,hanno risposto con sicurezza affermando che oltre il 30% dell&#8217;investimento sarebbe stato destinato agli abitanti del quartiere ma a tutt&#8217;oggi non risulta niente del genere<\/p>\n\n\n\n<p><br><strong>La<\/strong><strong> cooperativa edificatrice<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 importante ricordare che la propriet\u00e0 cio\u00e8 la \u201cCooperativa edificatrice di Castello\u201d \u00e8 classificata come cooperativa a scopo mutualistico come attestato dal registro delle imprese. <strong>Ci\u00f2 significa che l\u2019obiettivo primario della cooperativa \u00e8 quello di fornire ai propri soci condizioni economiche pi\u00f9 favorevoli e vantaggiose. In poche parole, tali imprese assicurano l\u2019accesso all\u2019acquisto esclusivamente a una platea determinata, costituita esattamente dai propri soci.&nbsp;<\/strong>                                                    La domanda \u00e8: come pu\u00f2 questo progetto portare dei benefici al quartiere? Il progetto inizialmente pensato per includere aree destinate all&#8217;housing sociale (affitti permanenti, case a basso costo) si sta dimostrando il contrario: nell&#8217;ultimo provvedimento dirigenziale (ottobre 2023) si legge bene che la ditta costruttrice dovr\u00e0 versare al Comune oltre un milione di euro per la superficie che non sar\u00e0 destinata all&#8217;housing sociale. <strong>E cos\u00ec le casse del Comune si continuano ad arricchire mentre al quartiere viene tolta un&#8217;altra area e trasferita ad una propriet\u00e0 che pu\u00f2 continuare progetti di speculazione in ambito urbanistico.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><br><strong>Analisi <\/strong><strong>delle <\/strong><strong>acque <\/strong><strong>dei pozzi <\/strong><strong>e <\/strong><strong>A<\/strong><strong>rpat<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Dopo l\u2019assemblea con l\u2019assessora, consapevoli dell&#8217;assenza di attenzione verso la questione ambientale e dopo anni di silenzio da parte degli enti responsabili, abbiamo deciso di effettuare un campionamento dell&#8217;acqua da un pozzo situato in Via Giuliani, proprio di fronte all&#8217;area della ex Cerdec. I risultati delle analisi che abbiamo fatto eseguire da un laboratorio certificato hanno confermato la presenza di acqua non potabile e quella, oltre i limiti di riferimento, di Selenio e Boro.&nbsp;                                                     Abbiamo quindi contattato l&#8217;Arpat riportando i risultati delle nostre indagini ottenendo ulteriori chiarimenti e verifiche che abbiamo condiviso con gli abitanti durante due assemblea di quartiere.&nbsp; Un anno dopo, nell\u2019autunno del 2022, viene pubblicato il provvedimento dirigenziale con il quale apprendiamo che l&#8217;ennesimo piano di investigazione presentato dal costruttore non \u00e8 completo e gli viene imposto di aggiungere il monitoraggio di un ulteriore piezometro di falda. Questo provvedimento \u00e8 stato pubblicato esattamente durante la nostra corrispondenza con Arpat, ed evidenzia bene la necessit\u00e0 di eseguire dei controlli pi\u00f9 approfonditi nelle acque di falda del sito.<\/p>\n\n\n\n<p><br><strong>Quindi<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;assenza di trasparenza, unita a una comunicazione poco chiara, e alla mancanza di informazioni dettagliate sulla sicurezza ambientale e sanitaria continua ad alimentare una disconnessione tra l&#8217;amministrazione comunale e gli abitanti del quartiere.                          Questo iter caratterizzato da lunghe attese e omissioni, ha contribuito ad impedire una reale riqualificazione dell&#8217;area.&nbsp;                 Le aspettative dei cittadini, che puntavano a una trasformazione significativa e positiva del territorio, sono rimaste in gran parte insoddisfatte.  <strong>Gli interessi economici hanno preso il sopravvento, distorcendo gli sforzi che dovrebbero essere dedicati a trasformare l&#8217;area in uno spazio pubblico adatto alle autentiche esigenze del quartiere, tra cui la creazione di piazze accoglienti, spazi verdi e infrastrutture sociali e culturali accessibili a tutti<\/strong>.                                                                                        In questo contesto, sottolineiamo l&#8217;importanza di un coinvolgimento attivo degli abitanti del quartiere nella definizione di un piano di recupero che garantisca una migliore qualit\u00e0 della vita.                                                                                                                          <strong>La partecipazione diretta degli abitanti \u00e8 essenziale per garantire che le decisioni siano condivise e rispecchino le reali necessit\u00e0 del quartiere: \u00e8 un passo significativo verso la salvaguardia dell&#8217;ambiente, la promozione di spazi urbani socio-culturali che rispondono alle esigenze e al benessere della comunit\u00e0<\/strong>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La storia dell\u2019area Ex-Cerdec inizia nei primi anni 2000 ed \u00e8 caratterizzata da una serie di complicazioni che ne hanno segnato il percorso di recupero. Con questo testo vogliamo ripercorrere la storia di quest&#8217;area e mettere in evidenzia le contraddizioni che vi si addensano Un po\u2019 di storia e di misure L&#8217;area dell\u2019Ex\u00acCerdec, precedentemente utilizzata &hellip;<\/p>\n<p class=\"read-more\"> <a class=\"\" href=\"https:\/\/csaexemerson.org\/index.php\/2024\/02\/09\/note-del-csa-next-emerson-sullarea-ex-cerdec\/\"> <span class=\"screen-reader-text\">Note del Csa Next-Emerson sull&#8217;area Ex-Cerdec<\/span> Leggi altro &raquo;<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_uag_custom_page_level_css":"","site-sidebar-layout":"default","site-content-layout":"default","ast-global-header-display":"","ast-main-header-display":"","ast-hfb-above-header-display":"","ast-hfb-below-header-display":"","ast-hfb-mobile-header-display":"","site-post-title":"","ast-breadcrumbs-content":"","ast-featured-img":"","footer-sml-layout":"","theme-transparent-header-meta":"","adv-header-id-meta":"","stick-header-meta":"","header-above-stick-meta":"","header-main-stick-meta":"","header-below-stick-meta":"","footnotes":""},"categories":[436],"tags":[170,8,219,14,249],"class_list":["post-4871","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-mobilitazioni-e-progetti","tag-aree-dismesse","tag-castello","tag-inquinamento","tag-quartiere","tag-speculazione-edilizia"],"uagb_featured_image_src":{"full":false,"thumbnail":false,"medium":false,"medium_large":false,"large":false,"1536x1536":false,"2048x2048":false},"uagb_author_info":{"display_name":"next","author_link":"https:\/\/csaexemerson.org\/index.php\/author\/next\/"},"uagb_comment_info":0,"uagb_excerpt":"La storia dell\u2019area Ex-Cerdec inizia nei primi anni 2000 ed \u00e8 caratterizzata da una serie di complicazioni che ne hanno segnato il percorso di recupero. Con questo testo vogliamo ripercorrere la storia di quest&#8217;area e mettere in evidenzia le contraddizioni che vi si addensano Un po\u2019 di storia e di misure L&#8217;area dell\u2019Ex\u00acCerdec, precedentemente utilizzata&hellip;","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/csaexemerson.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4871","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/csaexemerson.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/csaexemerson.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/csaexemerson.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/csaexemerson.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4871"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/csaexemerson.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4871\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4929,"href":"https:\/\/csaexemerson.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4871\/revisions\/4929"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/csaexemerson.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4871"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/csaexemerson.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4871"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/csaexemerson.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4871"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}