{"id":5052,"date":"2024-09-03T18:58:11","date_gmt":"2024-09-03T16:58:11","guid":{"rendered":"https:\/\/csaexemerson.org\/?p=5052"},"modified":"2024-10-07T17:38:39","modified_gmt":"2024-10-07T15:38:39","slug":"la-buffa-zona","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/csaexemerson.org\/index.php\/2024\/09\/03\/la-buffa-zona\/","title":{"rendered":"La buffa zona"},"content":{"rendered":"\n<p>Firenze, una citt\u00e0 d&#8217;arte ormai profondamente segnata dal turismo di massa, dalla gentrificazione e dal consumo di suolo, negli ultimi anni ha trasformato la sua area nord in una zona cruciale per funzionalit\u00e0 urbana. In questa parte di citt\u00e0 si trovano l&#8217;ospedale di Careggi e&nbsp;il Meyer, diversi poli universitari&nbsp;e un vasto complesso industriale intrecciato con i vicini distretti campigiani e pratesi.<\/p>\n\n\n\n<p>E&#8217;qui che si trova anche il quartiere di Castello, con la sua &#8220;buffer zone&#8221; che circonda le Ville Medicee, patrimonio UNESCO.<\/p>\n\n\n\n<p>In pochi kilometri convivono elementi estremamente diversi: da una parte, le caratteristiche industriali della piana di Sesto Fiorentino, con tre grandi fabbriche di oltre 100.000 m\u00b2, un elettrodotto e numerose antenne per le telecomunicazioni che impattano visivamente sul paesaggio; dall&#8217;altra, le pendici di Monte Morello, boschi e vallate suggestivamente intrecciati con il tessuto urbano e con alcune preziose Ville Medicee rinomate per il loro patrimonio culturale e naturale. Questo territorio rappresenta una zona complessa e ibrida, dove la coesistenza di elementi industriali e storici \u00e8 fragile quanto significativa.<\/p>\n\n\n\n<p>Un delicato equilibrio come questo andrebbe valorizzato, promuovendo una gestione sostenibile e partecipata del territorio. Al contrario, negli ultimi anni le amministrazioni hanno favorito un intervento massiccio e devastante di cementificatori e speculatori, che hanno come unico interesse quello del proprio profitto. In un quadro dove chi vive questa zona si vede spuntare un ecomostro al minuto, l&#8217;ultima grande trovata \u00e8 la costruzione di una centrale elettrica di trasformazione Enel, repentinamente calata dall&#8217;alto e presentata come un&#8217;opera strategica nel contesto del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). Ironia della&nbsp;sorte, la centrale sorger\u00e0 su una vasta area verde, tra le pochissime rimaste, che chi&nbsp;vive nel quartiere da anni chiedeva diventasse un parco.<\/p>\n\n\n\n<p>Negli ultimi anni sono stati gi\u00e0 installati altri due sistemi di antenne, senza alcun rispetto per i principi paesaggistici e, tanto per cambiare, senza informare minimamente la cittadinanza. Questo modo di operare, privo di trasparenza e rispetto per la partecipazione pubblica, \u00e8 diventato la norma nel Comune e negli uffici tecnici di Firenze.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Seguendo la traccia della trasparenza, \u00e8 impossibile che gli amministratori coinvolti non fossero a conoscenza del progetto in tempo utile, visto che le opere del PNRR richiedono necessariamente una pianificazione condivisa tra Stato e governi locali. Il processo decisionale \u00e8 stato caratterizzato da una completa mancanza di comunicazione e si \u00e8 deliberatamente deciso di non consultare la popolazione.<\/p>\n\n\n\n<p>A questo punto, ci chiediamo quali sono i criteri con cui si definisce la &#8220;strategicit\u00e0&#8221; di un progetto come questo. Quali sono le metriche adottate per giustificare una scelta tanto invasiva e impattante? E, soprattutto, perch\u00e9 non viene data voce a chi in questo territorio vive e ha il diritto di decidere del proprio futuro?<\/p>\n\n\n\n<p>Si deve evidenziare che cittadini e cittadine hanno gi\u00e0 espresso critiche e proteste, organizzando assemblee e presidi nella zona Castello\/Sodo. Questo dimostra che, oltre la retorica dell&#8217;ascolto, esiste una comunit\u00e0 realmente attiva e consapevole, impegnata nella difesa di un territorio che conosce e ama. Da anni chi vive in questo quartiere lamenta la mancanza di una piazza o di uno spazio pubblico accessibile, chiede parchi e percorsi pedonali sicuri verso le scuole. Perch\u00e9 non dare ascolto a queste voci trattandole come se non avessero le competenze per parlare o per capire? Il termine &#8220;partecipazione&#8221; che veniva usato con tanta generosit\u00e0 nelle campagne elettorali, ormai \u00e8 platealmente lettera morta: l&#8217;opionione degli abitanti riguardo al proprio territorio viene semplicemente e costantemente ignorata.<\/p>\n\n\n\n<p>Oltre alle modalit\u00e0 con le quali sono state prese queste decisioni, ci chiediamo a questo punto quale sar\u00e0 l&#8217;effettivo impatto di questa infrastruttura sul nostro territorio e cosa si cela dietro l&#8217;uso strumentale della distinzione tra &#8220;paesaggio&#8221; e &#8220;ambiente&#8221;.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il terreno destinato alla centrale Enel \u00e8 infatti classificato dal Regolamento Urbanistico Comunale come \u201csub sistema collina coltivata\u201d e \u201cemergenza di valore storico, architettonico e culturale\u201d, una designazione che dovrebbe, in teoria, proteggerlo da interventi invasivi.<\/p>\n\n\n\n<p>La distinzione tra &#8220;paesaggio&#8221; e &#8220;ambiente&#8221; \u00e8 regolarmente usata in modo subdolo per manipolare le percezioni e giustificare interventi urbanistici discutibili. Mentre l'&#8221;ambiente&#8221; \u00e8 generalmente inteso come un sistema complesso che include tutti gli elementi naturali e antropici e che richiede una tutela integrata e non derogabile, il &#8220;paesaggio&#8221; \u00e8 spesso considerato una semplice cornice estetica, un elemento qualitativo che pu\u00f2 essere plasmato e modificato secondo le esigenze del momento.<\/p>\n\n\n\n<p>Il paesaggio, infatti, \u00e8 definito come una porzione di territorio osservata da una prospettiva specifica, un insieme di elementi visibili e percepibili che possono includere sia componenti naturali che costruzioni umane. \u00c8 associato a esigenze artistiche ed estetiche, come in un quadro o una fotografia, e quindi \u00e8 visto come un&#8217;entit\u00e0 che pu\u00f2 essere interpretata e rappresentata in modi diversi. Questa concezione prospettica del paesaggio lo rende facilmente manipolabile, permettendo alle istituzioni di concentrare la loro attenzione su elementi particolari \u2013 come le ville medicee o le colline di Monte Morello \u2013 trascurando il resto del territorio che pu\u00f2 essere degradato o trasformato senza troppa resistenza.<\/p>\n\n\n\n<p>D&#8217;altro canto, l'&#8221;ambiente&#8221; non dipende dalla percezione soggettiva di un osservatore; rappresenta la totalit\u00e0 dei sistemi naturali e costruiti che compongono un territorio. \u00c8&nbsp;qualcosa di pi\u00f9 sostanziale e meno flessibile dal punto di vista normativo. Tuttavia, nella pratica, vediamo che questa distinzione viene sfruttata per promuovere una falsa narrativa &#8220;green&#8221;. I rendering ufficiali mostrano progetti ideali, perfettamente integrati nel paesaggio, senza mai rappresentare i disastri ambientali esistenti come elettrodotti o antenne gi\u00e0 installati. In questo modo, il paesaggio viene trattato come una merce da vendere, un &#8220;gioiellino&#8221; da esibire quando conviene, mentre l&#8217;ambiente, in teoria non derogabile, viene sistematicamente ignorato o aggirato nelle pratiche reali.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci\u00f2 di cui abbiamo bisogno \u00e8 un approccio pi\u00f9 integrato e onesto alla gestione del territorio, in cui il paesaggio non sia visto solo come sfondo estetico, ma come un sistema dinamico e multipolare, dove attivit\u00e0 umane e naturali possano coesistere in modo sostenibile. Invece di sfruttarlo come strumento retorico per promuovere operazioni speculative, dovrebbe essere trattato come un elemento fondamentale del nostro ambiente che necessita di una protezione reale e concreta. Le istituzioni devono smettere di usare il &#8220;paesaggio&#8221; come un paravento per nascondere la loro mancanza di impegno per la vera tutela ambientale e iniziare a considerare l&#8217;intero territorio come un patrimonio da proteggere e valorizzare per il benessere di tutte e tutti.<\/p>\n\n\n\n<p>Questi principi di sostenibilit\u00e0 e rispetto per il territorio sono gli stessi che hanno ispirato e continuano a guidare le iniziative dal basso degli e delle abitanti. Le esperienze passate, come la vittoria sulla vicenda del parco Don Bosco a Bologna, dimostrano che una critica costante, coerente e precisa pu\u00f2 far prevalere il giusto sulle mere formalit\u00e0 legali.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">appendice &#8211; Una nota sull&#8217;architettura del paesaggio<\/h2>\n\n\n\n<p>L&#8217;aumento del malcontento civico nelle citt\u00e0 del paese e gli effetti dei recenti estremi climatici, come le ondate di calore prolungate, le siccit\u00e0, le inondazioni e gli incendi, rivelano la significativa vulnerabilit\u00e0 e l&#8217;esposizione degli ecosistemi umani e naturali. Presi insieme, questi fenomeni rappresentano un nuovo campanello d&#8217;allarme e rendono urgente l&#8217;architettura del paesaggio per creare spazi pubblici equi e veramente democratici e per implementare strategie di mitigazione dei rischi.<\/p>\n\n\n\n<p>Allo stesso tempo, \u00e8 proprio l&#8217;architettura del paesaggio che ha la capacit\u00e0, e in effetti la responsabilit\u00e0, di ancorare i progetti alla loro specificit\u00e0: al loro funzionamento, ai loro segreti, alla loro logica, alle opportunit\u00e0 e ai pericoli intrinseci. La &#8220;green wave&#8221; e le ossessioni corrispondenti basate sulle prestazioni non devono essere considerate una panacea. Il lavoro sul campo svela geologie e geografie specifiche dei contesti e le realt\u00e0 disordinate e contestate della vita quotidiana; le indagini sulla logica esistente dei paesaggi, le appropriazioni culturali di un territorio, la formazione sociale e la codificazione degli spazi richiedono prospettive sia diacroniche (nel tempo) che sincroniche (qui e ora).<\/p>\n\n\n\n<p>La mappatura sul campo pu\u00f2 andare oltre una semplice descrizione e diventare un atto di realismo critico, scegliendo con attenzione cosa rappresentare e rivelando realt\u00e0 nascoste o trascurate, percepite attraverso l&#8217;esperienza diretta e il contatto con il luogo. L&#8217;architettura del paesaggio, quindi, diventa uno strumento attivo per opporsi alla standardizzazione, alla globalizzazione e alla perdita di diversit\u00e0 culturale e locale. I progetti devono essere strettamente legati al loro contesto geografico, geologico e culturale.<\/p>\n\n\n\n<p>Sembra quindi necessario che l&#8217;architettura del paesaggio rivendichi la sua posizione come disciplina chiave \u2013 capace di sintetizzare in modo unico i sistemi ecologici, i dati scientifici, i metodi ingegneristici, le pratiche sociali e i valori culturali \u2013 e li integri tutti nella progettazione dell&#8217;ambiente costruito. Visioni audaci devono combinare il tangibile e l&#8217;immaginario per provocare conversazioni che promuovano l&#8217;equit\u00e0 sociale e la giustizia ambientale, oltre a manifestare il potere trasformativo del paesaggio<\/p>\n\n\n\n<p>.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"768\" src=\"https:\/\/csaexemerson.org\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/2024-07-12-07-04-1024x768.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-5077\" srcset=\"https:\/\/csaexemerson.org\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/2024-07-12-07-04-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/csaexemerson.org\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/2024-07-12-07-04-300x225.jpg 300w, https:\/\/csaexemerson.org\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/2024-07-12-07-04-768x576.jpg 768w, https:\/\/csaexemerson.org\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/2024-07-12-07-04-1536x1152.jpg 1536w, https:\/\/csaexemerson.org\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/2024-07-12-07-04.jpg 1600w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Firenze, una citt\u00e0 d&#8217;arte ormai profondamente segnata dal turismo di massa, dalla gentrificazione e dal consumo di suolo, negli ultimi anni ha trasformato la sua area nord in una zona cruciale per funzionalit\u00e0 urbana. 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